Lotta biomeccanica alla Varroa Destructor- Parte 2 di 2

Ciao a tutti,

come promesso, ho fatto una guida illustrata su come costruire ed usare il telaino trappola Campero.

Se trovate qualche errore comunicatemelo e lo correggerò immediatamente, idem se ci sono problemi di incomprensione.

Per costruirlo prendete un telaino standard e sotto la stecca superiore inserite e fissate con dei chiodi una stecca di legno d’abete della stessa larghezza alta circa 8 cm nella parte dove le api metterebbero il miele, proprio per non fargli fare un lavoro inutile, perché i favi andranno in seguito distrutti.

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dividete zona vuota rimanente in tre settori, se riuscite di larghezza uguale, con due asticelle di legno di 2 cm circa e inchiodateli o spillateli

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in seguito create due ”tappi” di legno grandi quanto i settori del telaino trappola, se avete diviso bene saranno di uguale misura. In entrambi i casi l’efficacia non cambia. Le misure sono indicative.

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Se non ci riuscite potete acquistarli online da rivenditori di attrezzature apistiche.

Ora ecco la guida per l’utilizzo…

t3-page-0

L’ho convertita in un immagine in modo che potrete salvarla sul vostro pc ed eventualmente stamparla, così potrete portarla con voi in apiario. Cliccate sull’immagine con il tasto destro del mouse, poi su ”salva immagine con nome” oppure su ”stampa…”

Buon lavoro a tutti!

Emanuele

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28 pensieri su “Lotta biomeccanica alla Varroa Destructor- Parte 2 di 2

    • Ci sono molti apicoltori che NON dividono il telaino trappola in settori, ma l’efficacia è nulla.
      Ragioniamo insieme.
      Dopo sette giorni avremo un piccolo favo già con qualche uovo d’ape deposto nelle celle.

      Dopo altri sette giorni avremo un ingrandimento del favo con altre uova deposte e quelle superiori trasformate in larve.

      Passati altri sette giorni avremo la covata iniziale opercolata e molta covata ancora aperta.

      La Varroa ora è solo nella fascia opercolata, difficile da rimuovere.
      La quantità di varroe, ammesso che si distrugga tutto il favo, è circa quella che si rimuove da un settore del telaino trappola da me descritto, ma poi dovremmo aspettare altri 21 giorni prima di poter rimuovere altre Varroe.
      Nel metodo dei tre settori invece, dopo le due settimane dove rimuoviamo i ”tappi”, rimuoviamo un favo completo nelle due facciate pieno di Varroa e da li ne rimuoveremo uno ogni sette giorni.

      Spero di essermi spiegato, fammi sapere. Ciao!

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  1. Ciao volevo chiedere in un arnia da 10 dove posizioni il t 3. Nella parte centrale o verso i margini?
    E poi quando si inizia con il
    Trattamento già in concomitanza della acacia? Fino al blocco naturale di covata in autunno?ciao e grazie del tuo lavoro!

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    • Ciao Valter,
      Il telaino quando si inizia va posizionato come secondo o in nona posizione in un arnia da dieci. Quindi tra le scorte di miele e la covata.
      In inverno anziché rimuoverlo invertiamo la posizione del telaino trappola con quello delle scorte, quindi T3 a parete e scorte vicino alla covata.
      Si possono richiudere tutti i quadri con i ”tappi” cosicché le api avranno meno volume d’aria da scaldare e meno favi da proteggere.
      E’ di buona pratica dare il telaino già nelle prime giornate con temperature sopra i 16-18 gradi.
      Il trattamento avviene esattamente fino al blocco di covata naturale, te ne renderai conto perché le api non costruiscono più celle da fuco e se la temperatura è bassa nemmeno costruiranno favi.
      Ciao!

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    • Ciao Stefano, posso dire di si poichè la scorsa stagione 2014 ho prodotto 3q.li di miele millefiori oltre ad aver raddoppiato le arnie, ripeto ho iniziato il 2014 con 5 e ora ne ho 10, limite qui nel Lazio per uso famigliare.

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    • Ho provato a posizionarlo al centro ma spesso l’ape regina ha difficoltà a superare il TIT3, specialmente quando questo è ancora chiuso dai due ”tappi” di legno. inoltre ora uso un diaframma che mi permette la facile estrazione del TIT3 e tenerlo da un lato mi permette di avere meno probabilità di uccidere la regina durante l’estrazione. Spero di essere stato abbastanza chiaro. Fammi sapere.

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      • Ciao Cristina, ti ringrazio dei complimenti. Tirare in gergo apistico vuol dire costruire la cera. Di solito quando si inserisce un nuovo foglio cereo prestampato con cellette esagonali questo è molto fino, ha uno spessore di pochi millimetri, le api tirano le cellette per allungarle e per poter depositare miele e uova al loro interno, da qui il termine tirare, cioè prendono la cera rendendola ancora più fina per allungare ogni celletta. Spero di essere stato chiaro anche qui. Buona lettura!

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  2. Ciao Emanuele. Innanzitutto complimenti per la chiarezza dei tuoi post. Vorrei chiederti se posso iniziare a usare il TIT3 anche adesso che siamo a fine maggio. Ho acquistato sei sciami ad aprile su sei favi, ho fatto un buon raccolto di acacia nonostante le mie famiglie avessero da costruire e adesso le sto preparando per il tiglio. Sono tutte su dieci favi e ci sono api in abbondanza. Capisco che in presenza di melario il lavoro è un po’ più lungo, ma ho la possibilità di garantire una visita ogni settimana e all’occorrenza anche di più.
    Ciao e grazie

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    • Certamente Fabrizio, inseriscilo tranquillamente, da qui a fine stagione avrai tolto abbastanza Varroa da garantire la sopravvivenza della famiglia per tutto il periodo invernale.

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      • Ciao Emanuele, ho provato il TIT3 e credo di poter già presentare un caso da manuale.
        Ho inserito il telaio il 28 di maggio in tre arnie su sei, scegliendo quelle più forti. Chiamiamole A, B e C.
        Il 3 giugno su due di queste (A e B) noto l’inizio della costruzione, perciò apro il secondo settore, mentre su C noto che non c’è costruzione, così controllo all’interno, ma non c’è nulla di strano anzi, la famiglia è molto presente nel melario, così decido di spostare il TIT3 in un’altra famiglia (D).
        Oggi sono tornato a controllare:
        A costruisce bene, i due settori sono pieni di larve, così apro anche il terzo settore del TIT3.
        B costruisce bene, ma i settori contengono solo miele. Verifico sugli altri favi, c’è covata e trovo anche la regina. La famiglia è sana e abbastanza forte. Apro comunque il terzo settore e stringo la famiglia su otto favi per fargli portare miele nel melario
        In D il TIT3 non mostra cenni di costruzione. I favi del nido sono pieni di miele e di covata opercolata. Niente uova, pochissime larve giovani, e niente regina. La famiglia è orfana. Nel momento dell’inserimento del TIT3 la settimana precedente ero stato attento a non confinare la regina. Ho inserito il telaio in penultima posizione, tra le scorte e la covata. La famiglia non era eccezionale, ma nemmeno debole. Aveva anzi parecchia covata fino a una settimana prima. Comincio a credere che quel telaino sia maledetto!

        Ti chiedo quindi un parere, soprattutto sul caso di B. E’ normale che su un favo con celle da fuco le api decidano di riempire di miele (aggiungo che dove ho l’apiario siamo in piena fioritura di tiglio)? Devo spostare il TIT3 verso il centro del nido?

        Ciao

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      • Ciao Fabrizio scusa il ritardo, credo che se nella famiglia A è andato tutto liscio ci sarà un motivo, errare comunque è umano.
        Può capitare che in piena fioritura le api riempiano i favi inferiori del nido per far prima, a quel punto rimuovi ugualmente il favo del tit3 pieno di miele (mangialo) e spostalo verso il centro oppure mettilo dall’altro lato sempre in penultima posizione. Potrebbe anche essere che necessitavano di un ulteriore melario.
        Nella seconda visita ho visto che hai anticipato di un giorno, ricorda che hai iniziato giovedì 28 Maggio e le visite dovevano proseguire per ogni giovedì successivo.
        Per quanto riguarda la famiglia C quella dove non hai trovato costruzione non hai specificato se hai trovato la regina, controllare che siano numerose non è sufficiente, solitamente quando le api ceraiole non costruiscono sono orfane (esempio la famiglia D) o magari si sono dedicate a costruire qualcos’altro, forse hai aggiunto telaini da melario non tirati?

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  3. ciao,
    quali informazioni trarre dal fatto che, alla terza settimana (quella della rimozione) il settore da togliere risulta sì ben pieno di celle ma solo il 30% di queste presentano covata opercolata, e tutte le altre vuote senza neanche uova? E’ compromessa l’efficacia del metodo?

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    • Prosegui come se nulla fosse accaduto, vedrai che le prossime settimane troverai una deposizione più compatta, in quel caso magari la regina è stata disturbata durante la sua deposizione.

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      • ciao, sono ormai 3 settimane che nel TIT le mie api non costruiscono più nessuna cella, i tre comparti sono ormai tutti inesorabilmente vuoti.
        A questo punto che fare? Temo l’efficacia del metodo campero sia compromessa, e temo di avere un tasso di varroa in crescita esponenziale.

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      • Anche io ho il tuo stesso problema in due mie famiglie quest’anno, mentre le altre stanno continuando a produrre fuchi come sempre fino a fine stagione. In queste famiglie atipiche puoi smettere il trattamento e usare il TIT3 come diaframma mettendolo in ultima posizione. Non posso prometterti che sarà sufficiente. I fuchi sono quelli che portano maggiori infezioni poiché la varroa riesce a penetrare nei segmenti chitinosi dell’addome più facilmente, essendo più larghi di quelli delle api operaie, provocando ferite e trasmettendo così i virus.
        Cito inoltre:
        “Il ricercatore Grobov(1977) afferma che l’acaro varroa predilige, per riprodursi, la covata di fuchi.
        ” ” Schulz (1984) – l’infestazione di varroa nelle celle di fuchi è 8,6 volte superiore ..
        Secondo Fuchs (1990) è 8,3 volte superiore a quella che si manifesta nella covata di operaia.
        Questa preferenza ha indotto Ruttner e colleghi a utilizzaare la covata di fuchi come trappola per la varroa (1980)
        Sucessivamente diversi specialisti hanno dimostrato che, nei loro settori di ricerca, le popolazioni di varroa
        possono venir ridotte in modo significativo ritagliando la covata di fuchi (Schulz, 1983; Rosenkranz,1985;
        Marletto,1991; Fries,1993).
        Sono 3 anni che non effettuo altri trattamenti a parte il TIT3, ma ovviamente l’apicoltura è una cosa individuale, ad esempio io non ho famiglie selezionate, il mio apiario è esposto costantemente alla luce del sole, i campi agricoli che ho intorno applicano tutti il biologico ecc La combinazione di vari fattori può portare stress alle api, immunodeficienza e di conseguenza morte. In breve credo che l’uso TIT3 sia sufficiente per far si che le api superino da sole l’inverno, ma ripeto che essendo la prima volta che mi succede questa cosa, io rischierò di invernarle così, ed ho pensato che già dal prossimo anno di cambierò tecnica, soffiando via i fuchi con aria compressa, invece che rimuovere il favo, così da salvare la cera e prolungando in questo modo il trattamento fino a fine stagione.

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  4. grazie mille, una domanda più operativa: quando fai la visita settimanale al TIT, come ti comporti con i melari che togli per arrivare al nido? Dopo averli staccati faticosamente, non so mai dove appoggiarli, se li metto a terra poi vi si incollano erba e foglie, e dovunque io li appoggi si appiccicano con forza. Esiste qualche trucco del mestiere?

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    • Ciao i melari vanno messi in verticale sul tetto delle arnie vicine, in modo che la parte con la propoli non tocca da nessuna parte. Se ti iscrivi al nostro gruppo su Facebook vedrò di mostrarti qualche foto. Buona giornata.

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      • Ovviamente devi fare con delicatezza, la propoli aiuta a non farli staccare. La parte superiore dei telaini deve essere rivolta verso di te e le maniglie devono rimanere ai lati. Alcuni apicoltori usano poi il motosoffiatore mettendoli in questa posizione per ripulirli dalle api quando devono prelevarli.

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    • Ciao scusa se ti correggo, ma hai capito male, le api non costruiscono nel telaino TIT3 solo se hai telaini da NIDO da tirare. Infatti il TIT3 va inserito solo quando tutti i telaini del NIDO sono costruiti e tirati.

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