ACIDO FORMICO: Quello che non ci dicono

formic acid

Da qualche mese è stato legalizzato qui in italia, un nuovo tipo di trattamento anti-Varroa, l’acido formico in gel.
Viene privilegiato per il suo potere di efficacia nel fatto che penetra nella covata opercolata, quindi è l’unico in grado di uccidere le Varroe al suo interno.
Ma alle api non piace, ed è dimostrato dal fatto che creano una ”barba” all’esterno dell’arnia, se non peggio potrebbero sciamare. In altri casi cercano di spezzettarlo e di asportarlo aumentandone l’efficacia in tutta l’arnia.
Ma oltre tutti i rischi per l’operatore, tra i quali cancerogeno, corrosivo, irritante e sensibilizzante, c’è il rischio che nel tempo possa avere effetti mutageni sulle api …o sulla Varroa.
Questo perché è già stato studiato che l’acido formico ha già effetti mutegeni su cellule somatiche dei mammiferi (tra i quali l’uomo) oltre che sui batteri e lieviti. (Vedi ”formic acid mutagenic” su google)
Il farmaco è legalizzato ma serve la ricetta veterinaria, questo può significare che è una sperimentazione di massa e ancora non commercializzato definitivamente.
Stiamo attenti a ciò che usiamo e informiamoci prima su cosa stiamo usando nell’apicoltura come nella nostra vita personale.

QUI Trovate la scheda di sicurezza dell’acido formico http://www.sciencelab.com/msds.php?msdsId=9924100

è in inglese perché in quella italiana che trovate qui non è stata fatta alcuna prova di mutagenicità

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3 pensieri su “ACIDO FORMICO: Quello che non ci dicono

  1. ciao, scusami ma non è proprio così… anche l’ossalico ha effetti letali sull’uomo ma come sempre “è la dose che fa il veleno”…

    (*) innanzi tutto il p.a. è isolato in un involucro di biozuccheri naturalmente biodegradabile in modo da non far entrare in contatto la sostanza con l’operatore e al termine della sua azione non rimane traccia né in arnia né in ambiente;
    (*) serve ricetta perché è un farmaco di nuova introduzione ed è una prassi ministeriale chiedere la supervisione dei veterinari nelle prime fasi di utilizzo: anche l’ApiBioxal era ricettabile all’inizio e poi è diventato di libera vendita e infatti è previsto che il MAQS diventi di libero acquisto a breve;
    (*) alle dosi sperimentate per diversi anni in Canada e in UE il formico non crea problemi alle api ovvero non c’è mutagenesi!!! precisimao una cosa ovvia: mammiferi e artropodi sono gruppi zoologici completamente differenti e funzionano differentemente, infatti il turnover di popolazione nelle api è rapido, ogni 30 gg hai una nuova generazione di insetti e ciò minimizza tutti i danni al superorganismo: se si dovesse manifestare una qualche forma di danno potenzialmente permanente, sarebbe comunque eliminata rapidamente con la morte naturale degli individui e non rimarrebbe traccia nelle generazioni successive…

    ATTENZIONE: la vera questione è la tossicità sulle Regine: nel Lazio, dove esercito l’Apicoltura, l’AAAL, Associazione Apicoltori Alto Lazio ha testato il MAQS distribuendolo tra i Soci (neofiti, veterani, a diverse quote s.l.m.): le dosi consigliate dalla NOD purtroppo sono tarate sul clima e sugli ecosistemi del Canada, Paese di nascita del prodotto, e non vanno bene nei climi mediterranei infatti ci sono state reazioni avverse con morte della Regina… a questo ora si sta lavorando testando nuova posologia, probabilmente una singola striscia anzichè due o una e mezza…

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    • Ti ringrazio per la spiegazione della sicurezza per l’operatore, ma è bene che comunque gli apicoltori vengano informati e che sappiano queste cose che hai precisato te, in quanto è presente l’acido formico e chiunque, anche un bambino potrebbe venirne a contatto.
      Riguardo alla mutagenesi NON sono d’accordo con la tua opinione, in quanto tutte le api sono figlie della stessa madre, la regina. Le api hanno un ciclo vitale breve, ma non l’ape regina che ha una vita più lunga dopo che subisce questi trattamenti ripetuti ogni anno, siamo sicuri che rimanga illesa?
      Inoltre ok che ci vuole tempo per la mutagenesi, ma non esiste solo una razza di api. Negli altri Paesi ci sono diverse specie e anche ibridi diversi. Come hanno fatto a sperimentarlo sulla nostra ape ligustica spinola se solo da quest’anno è in Italia?
      Se hai qualche documento in mano puoi farne conoscenza a tutti gli apicoltori. Grazie.

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      • Concordo sulla cautela dell’uso del presidio: anche se protetto da biozuccheri, comunque l’accidentale rottura della confezione potrebbe esporre l’operatore a danni e quindi: attenzione! ma se seguiamo le procedure di manipolazione e utilizzo non ci sono problemi.
        Dopo svariati anni di uso sulla Ligustica in Canada (eh sì, i nostri colleghi Canadesi sono tra i più assidui importatori della nostra sottospecie) la tossicità del MAQS sulle regine purtroppo è di un solo tipo: danni agli ovarioli quindi: sterilità… il che implica sostituzione di regina ma nessuna mutagenesi. E anche una mutagenesi spinta avrebbe alla fine la stessa soluzione: eliminazione della Regina “danneggiata” da parte della colonia…
        Ad ogni modo, per chi vuole avere più informazioni tecniche sul collaudo italiano del MAQS può richiedere tutta la documentazione sperimentale sia all’Unità di Apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana che alla Commissione Tecnica UNAAPI (anche sui rispettivi siti web)

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