Il Ministero della Salute convoca le Associazioni di Apicoltura

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Purtroppo come potevamo immaginare al convegno svoltosi il 01 Dicembre presso il Ministero della Sanità non hanno risolto un bel nulla, si rimane con il “decreto dei roghi” almeno fino all’11 dicembre, giorno in cui si formerà un Tavolo tecnico per valutare ‘nuove strategie’. Ci servono persone disponibili con voglia di reagire e collaborare per farci sentire, non basterà un Mi piace o un Condividi dobbiamo unirci per formare un gruppo reale, vero, con nomi e cognomi altrimenti non ci ascolteranno. Chi è interessato ad aiutarci mi contatti in privato o si iscriva al nostro gruppo Facebook in modo da poter dialogare velocemente tramite chat privata. Grazie a tutti voi per il sostegno che ci avete dato fin’ora.

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FIRMA LA PETIZIONE CONTRO LA VESPA VELUTINA CHE MINACCIA LE API

V.VELUTINA

Parlamento italiano: Provvedimenti urgenti contro la Vespa Velutina, minaccia per le api

Perché è importante

La Vespa velutina è un imenottero originario del sud-est asiatico introdotto accidentalmente in Francia nel 2004. Sviluppatasi rapidamente tanto da mettere in ginocchio l’apicoltura francese e suoi apicoltori è arrivata anche in Italia; dalla Liguria e dal Piemonte si sta rapidamente diffondendo nel nostro territorio trasportata passivamente anche nei tir. E’ specializzata nella cattura delle api le quali non hanno alcuna difesa contro questa terribile vespa che porta le famiglie delle api al collasso. Le api sono animali importantissimi, i due terzi del cibo che quotidianamente consumiamo, direttamente o indirettamente, dipende dalle api e dal loro importantissimo lavoro di impollinazione. Dobbiamo salvare le api perché vuol dire salvare anche noi stessi!
Il parlamento deve prendere i provvedimenti più opportuni e idonei per salvaguardare le api. La Vespa Velutina inoltre è molto aggressiva e rappresenta una minaccia seria e attuale anche per l’uomo stesso. Per saperne di più clicca qui!

SERVE IL TUO AIUTO, FIRMA LA PETIZIONE clicca qui!

CONDIVIDILA E CONTRIBUISCI A DIFFONDERE PER ARRIVARE ALL’OBBIETTIVO!

Iscrivetevi al blog e/o al gruppo facebook per non perdere l’avviso della prossima petizione!

APICOLTURA SOSTENIBILE: il nostro nuovo gruppo su Facebook

Vuoi aiutare l’apicoltura o cerchi aiuto? O sei solo interessato e vorresti fare qualche domanda? Iscriviti al nuovo gruppo Facebook creato appositamente da me per avere le risposte che cerchi in tempo reale.

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Ricordati di CONDIVIDERE! GRAZIE

Vespa Velutina, api in pericolo! CONDIVIDETE!

shutterstock_1106057691 Come per l’articolo precedente dedicato all’Aethina Tumida voglio rendere noto a tutti quello che sta succedendo in Liguria e Piemonte sempre nel settore dell’apicoltura. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti gli italiani, apicoltori e non, per effettuare il monitoraggio, il ”trappolaggio” e la segnalazione dei nidi ed esemplari di Vespa velutina! La Vespa velutina (da ora in poi per abbreviare chiamata VV), anche conosciuta come “Calabrone asiatico” o “Calabrone a zampe gialle”, è una specie invasiva di origine asiatica. Giunta in Francia nel 2004, si è rapidamente diffusa fino a raggiungere Belgio, Spagna, Portogallo e, nel 2012, in Italia sono stati ritrovati degli esemplari in una trappola che faceva da monitoraggio, mentre nel 2013 è arrivata negli apiari. La Vespa velutina è causa di gravi danni agli alveari poiché le larve sono nutrite con proteine ricavate da artropodi e in particolare dalle api. Attacca anche la frutta in maturazione. Può incidere negativamente sull’entomofauna in genere, e sugli insetti impollinatori in particolare. E’ molto importante conoscere la distribuzione e la diffusione di questa specie sul territorio italiano per eseguire e programmare interventi di contrasto. In questo caso la diffusione qui in Italia è avvenuta via terra-aria, infatti il primo caso all’interno dell’UE fu segnalato in Francia nel 2004 dal porto di Bordeaux dove sono stati ritrovati alcuni esemplari. Per VV le api costituiscono la principale fonte proteica per nutrire le sua larve, mentre il fabbisogno energetico è soddisfatto soprattutto da frutta. Proprio per questo predilige stanziare nei pressi degli apiari dove attacca e uccide e ne mangia alcune parti direttamente sul posto, cioè vicino agli apiari. Se si osserva uno spopolamento di alveari causati dagli attacchi di questa vespa è possibile che il nido sia presente entro un raggio di 300-500 metri, ma bisogna fermarle prima che arrivino agli apiari. I nidi, di forma sferica, possono superare i 50 cm di diametro, sono localizzati principalmente sugli alberi e sono difficili da individuare per il colore mimetico, ma anche perché può essere costruito nel suolo, quindi essere molto pericolosi sia per adulti e bambini che si avvicinano o che possono finirci dentro. Il nido costruito a primavera si chiama primario.Raggiunto un certo numero di operaie,tutti gli esemplari abbandonano il nido primario per andare a fondare il nido secondario. Alla fine del periodo estivo le giovani regine fecondate, per superare l’inverno, abbandonano il nido per nascondersi in cavità riparate; in primavera riprendono la propria attività, costruendo nuovi nidi. Come già detto nel precedente articolo le api sono importanti per l’impollinazione quindi per la frutta, per la verdura e per l’erba medica di cui si nutrono gli allevamenti di bestiame. Siamo tutti coinvolti! Sia uomini, sia animali! Si sta studiando un radar armonico per scovare eventuali nidi di VV ma di questo strumento se ne saprà qualcosa solo per il prossimo anno. Vi prego di condividere questa notizia, in pubblico, nei gruppi e anche al di fuori di Facebook. Siamo tutti coinvolti! Se trovate un nido di VV o ne un catturate un esemplare siete pregati di segnalarlo a: DISAFA -Settore di Entomologia e Zoologia- Osservatorio di Apicoltura tel. 011.6708584 Fax 011.2368584 Sito web www.vespavelutina.unito.it Per sapere come aiutare con il Trappolaggio e il Monitoraggio cliccare qui CONDIVIDI E FIRMA ANCHE LA PETIZIONE CLICCA QUI Ecco alcune foto della Vespa Velutina e del suo nido…

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Grazie anche da parte delle api. Scrivete le vostre opinioni qui sotto cliccando su ”Lascia un commento” per far sì che tutti le leggano, se invece volete seguire il blog iscrivetevi.

Aethina Tumida: Api in pericolo, CONDIVIDI!

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In questo articolo farò un breve riassunto della situazione su quello che sta succedendo in Italia, precisamente nel settore dell’apicoltura, questo per coinvolgere molte più persone, non solo apicoltori, anche agricoltori, naturalisti, animalisti, biologi, ricercatori, entomologi e semplici civili. Questo perché ci serve aiuto da tutti e tutti devono essere informati.

Dal 12 Settembre si è scoperto di aver importato un nuovo parassita delle api, originario dell’Africa, chiamato Aethina Tumida o Piccolo Coleottero degli Alveari (da ora in poi per abbreviare chiamato AT) trovato in alveari nei pressi del porto navale di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria.

Il parassita si nutre di polline e miele e ne causa la fermentazione, invalidandone la vendita.

La Regione Calabria è intervenuta emanando un decreto in cui ordina la bruciatura dell’intero apiario, cioè se in un’arnia viene riscontrata la presenza di AT anche tutte le altre nello stesso luogo, quindi nello stesso apiario, devono essere distrutte. Una sola arnia di api può contenere dalle 50 alle 100 mila api.

Il ciclo biologico del coleottero consiste nell’entrare nell’alveare dove tramite una particolare comunicazione riesce a farsi nutrire dalle api, dopo depone le sue uova dalle quali dopo pochi giorni nascono le larve che escono dall’arnia e cadono nel terreno circostante dove si trasformano insetto adulto completando il ciclo. Ma si dice che possa completare il ciclo biologico anche all’interno di frutta e verdura in decomposizione.

L’AT ha colonizzato molti apiari e si sposta volando anche a 15-20 km di distanza attirata dall’odore di altre arnie.

La procedura di radicazione sta nel sigillare gli alveari, accatastarli e bruciarli, dopodiché viene arato il terreno e cosparso di pesticidi anti-larvali.

Ad oggi la zona rossa si allarga coinvolgendo anche la Sicilia dove i roghi continuano, anche se la radicazione è risultata inefficace.

Gli alveari distrutti ammontano ad oltre 2500, e le istituzioni promettono di risarcire gli apicoltori, ma alle promesse si ha poca fede.

Non è certo se il coleottero porti o no al collasso gli alveare, negli Stati Uniti, in Canada e Australia ci convivono, noi essendo i primi in Europa stiamo adottando il metodo di ”radicazione” distruggendo gli apiari infetti, comprese arnie non infette, ma in questo modo non possiamo sperimentare altri metodi che potrebbero essere efficaci, come quello di bloccare il ciclo del parassita quando è allo stato larvale.
Stiamo portando all’estinzione l’ape italiana (Apis Mellifera Ligustica Spinola) e questo si rifletterà sulle nostre produzioni agrarie, poiché le api impollinano l’80% dei fiori nostro del pianeta.

Le api sono importanti per l’impollinazione quindi per la frutta, per la verdura e per l’erba medica di cui si nutrono gli allevamenti di bestiame. Siamo tutti coinvolti! Ma non siamo stati coinvolti nel momento in cui potevamo dare il nostro parere, e magari scegliere una migliore soluzione insieme.

Ora ad alcuni apicoltori, comincia a sorgere un pensiero, cioè quello di nascondere il coleottero nel caso si presentasse nelle loro arnie. Questo per paura delle autorità sanitarie che continuano a bruciare e bruciare gli alveari nonostante si presentino sempre nuovi focolai. Il decreto legislativo si basa sull’autodenuncia degli apicoltori, che una volta dichiarato il fatto saranno poi costretti a bruciare sotto vigilanza di veterinari e militari. Dobbiamo fermare questa strage!
Oltre AT quest’anno è entrata e si sta espandendo anche la Vespa velutina che sta creando disagi in Liguria e Piemonte perché si nutre di api e sta spopolando migliaia di alveari e questo è un’altro segno di mancanza di prevenzione in Italia.
Vi prego di condividere questa notizia, in pubblico, nei gruppi e anche al di fuori di Facebook.

questa è la nota ministeriale aethina tumida 2014

PER VEDERE TUTTI I MIEI ARTICOLI PIU’ RECENTI DEDICATI AD AETHINA TUMIDA CLICCA QUI

Grazie anche da parte delle api.

vedi anche la pagina dell’IZS: Aethina tumida. Situazione epidemiologica ; e la  Scheda informativa e protocollo diagnostico del CRA

Stiamo cercando persone disposte ad aiutarci ad aprire e firmare una petizione per trovare una soluzione a questo disastro. Vi ringrazio in anticipo. Iscrivetevi al gruppo Facebook APICOLTURA SOSTENIBILE in modo da rimanere aggiornati per essere avvisati non appena verrà pubblicata.

Scrivete le vostre opinioni qui sotto cliccando su ”Lascia un commento” per far sì che tutti le leggano, se invece volete seguire il blog iscrivetevi.

Aethina Tumida: Il primo focolaio in Sicilia

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La notizia arrivata ieri ufficialmente dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: il 7 Novembre due esemplari di Aethina Tumida trovati in un apiario situato a Melilli in provincia di Siracusa.

Ormai inutile pensare di eradicare il parassita, girano voci che giri liberamente già dalla scorsa stagione.

Se così fosse la distruzione di oltre 2100 alveari sarebbe stata inutile, ma sembra che siano ostinati ed intenzionati  a continuare con i roghi. Sono stati promessi rimborsi agli apicoltori colpiti, ma come al solito comunque non è ancora stato stabilito quando questi arriveranno. Bisogna trovare soluzioni alternative, basta roghi!

Anche se ancora non ufficiale sembra inoltre che l’UE voglia chiudere il nostro export di miele, ma per quale motivo? Il miele invasettato non è a rischio! Un nuovo enigma per contribuire al collasso del nostro Paese…

…qui il link alla mappa aggiornata

http://www.izsvenezie.it/images/stories/Pdf/apicoltura/aethina-tumida/2014-11-10/20141110-Zoom100km-ITA.pdf

Meloe: un vecchio nemico delle api ormai comune in Italia

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Ieri il mio cane ha iniziato ad un tratto ad agitarsi e a sbavare come se avesse le convulsioni. Siccome non soffre di queste cose ho capito subito che si trattava di qualcosa che aveva ingerito, quindi cercai qualche traccia a terra.
Trovai nelle sue vicinanze un particolare insetto, un coleottero di cui ignoravo l’esistenza, così lo catturai e gli scattai un paio di foto per ricercarlo sul web.
Tra le immagini di insetti, scoprii che si trattava di una Meloe.
Così cercai delle informazioni per sapere se si trattasse di un animale velenoso.
Questo è in breve quanto ho scoperto e vi svelo subito che ha a che fare con le nostre care api.
Si chiama Meloe ed è un coleottero che quando viene attaccato, rilascia gocce oleose di emolinfa dalle sue articolazioni. La secrezione contiene cantaridina, una sostanza chimica velenosa che provoca vesciche cutanee ed edemi dolenti.
In maggio-giugno, la femmina scava nel terreno buchi cilindrici profondi 2–3 cm, nei quali depone oltre 4000 uova. Dopo circa un mese dalle uova escono larve. Queste si arrampicano sui fili d’erba o sui fiori in attesa di potersi attaccare al torace di insetti in cerca di polline o di nettare. (L’ape sembra essere l’insetto prediletto da questa specie)
Le larve inizialmente si nutrono delle sue uova, dopodiché passano a cibarsi di polline e miele. Per questo non viene considerato un parassita.)
Tranquilli che qui nel nostro Paese le api sanno difendersi da sole, proprio perché l’uomo non accorgendosi di questo coleottero non ha mai interferito con suoi ”aiuti farmacologici”!
Comunque stiamo attenti e se vediamo questo coleottero non toccatelo a mani nude perché è abbastanza pericoloso anche per l’uomo. Il mio cane è ancora vivo e tutto si è risolto da se dopo nemmeno 10 minuti e la Meloe si è salvata grazie alla sua particolare difesa. Vi allego un bel video della BBC girato in California trovato durante la mia ricerca.

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