Tutela delle api da sostanze tossiche

fitoLEGGE 24 dicembre 2004, n.313 Art. 4.
(Disciplina dell’uso dei fitofarmaci).
”Al fine di salvaguardare l’azione pronuba delle api, le regioni, nel rispetto della normativa comunitaria vigente e sulla
base del documento programmatico di cui all’articolo 5, individuano le limitazioni e i divieti cui sottoporre i trattamenti
antiparassitari con prodotti fitosanitari ed erbicidi tossici per le api sulle colture arboree, erbacee, ornamentali e spontanee durante il periodo di fioritura, stabilendo le relative sanzioni.”

A titolo esemplificativo si richiama la legge regionale del 25 agosto 1988, n. 35 ”Tutela e sviluppo dell’apicoltura” della Regione Emilia Romagna. Tale legge, all’articolo 15 (Tutela delle api da sostanze tossiche) prevede:
”Al fine di salvaguardare l’azione pronuba delle api sono vietati i trattamenti con insetticidi, acaricidi e con altri presidi sanitari o comunque tossici per le api, sulle colture ortofrutticole, viticole, sementiere, floricole e ornamentali, durante il periodo di fioritura, dalla schiusa dei petali alla caduta degli stessi. Per le violazioni alle prescrizioni della presente legge si applicano sanzioni amministrative da 516 Euro a 3.098 Euro.”

Condividete e spargete voce, molti agricoltori non sono informati.

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Favo freddo o favo caldo?

FAVOCALDOMolti di voi già sanno, che sto conducendo una sperimentazione personale su una famiglia di api. In breve, ho messo un piccolo sciame con regina raccolto in natura in un arnia senza telai per lasciare loro libero arbitrio e studiare il loro comportamento. Purtroppo, per la legislazione italiana, i favi devono essere tutti estraibili per poter controllare lo stato di salute delle api e quindi è fatto divieto utilizzare i cosiddetti ”bugni villici”, arnie appunto con telai non estraibili, come questa, ma come potrei studiare il loro comportamento? Non lo so… e gli sciami in libertà? Le api rispettano le leggi umane? Le comprendono? Non credo…

Continuando…

Ho notato che il posto da loro scelto per iniziare la costruzione dei favi è il più esposto a Sud, questo perché le api sono animali a sangue freddo e regolano la temperatura interna dell’alveare sui 33-36° C. Il calore è generato dalla vibrazione dei muscoli delle ali, quindi tenersi più a Sud in inverno equivale a usurarle meno.

Sicuramente, non avendo strumenti tecnologici a disposizione, nel posizionare quest’arnia ho deviato erroneamente di qualche grado l’angolazione verso Est per questo i favi non sono stati costruiti precisamente seguendo le pareti. Credo che le api abbiano un senso di orientamento estremamente preciso e grazie a questo rispettino esattamente la disposizione del favo naturale da est a ovest in qualunque modo si giri l’arnia.
Ho fatto questo disegno (in alto) per farvi rendere conto di come si comporta la temperatura nelle nostre arnie tradizionali con ”favo a freddo” e nei telai se li disponessimo come le api vorrebbero. Come vedete ogni telaio ha una temperatura non omogenea e questo, per conto mio potrebbe portare problemi di sviluppo alla covata, che non riceve lo stesso calore, soprattutto in inverno, quando le api diminuiscono, ma magari potrei sbagliarmi.

Nelle arnie con favo a caldo i telai sono disposti parallelamente alla parete di ingresso e quindi il primo favo fa da barriera all’ingresso dell’aria diminuendo la ventilazione interna e favorendo il mantenimento di temperature più alte nella stagione fredda, mentre nella stagione calda lo stesso favo fa da barriera contro il sole, aiutando a non esporre la covata al troppo calore.

Inquesto modo invernare le famiglie sarebbe anche più comodo, si tolgono i telai più a nord e il gioco è fatto!
Ad ogni modo pare che le api non abbiano alcun dubbio, preferiscono il favo a caldo.

Il problema per chiunque voglia provare a cambiare il senso dei telai sarà modificare le arnie. Per quelle cubik da 12 telai, che hanno tutti i lati della stessa misura è più semplice, basta smontare e ruotare il fondo dell’arnia di 90° gradi. Per le arnie cubik da 10 telai bisogna ruotarle di 90° gradi da un lato, chiudere il vecchio ingresso e crearne uno nuovo, se volete, ve lo consiglio, potete eseguire la MODIFICA INGRESSO ALTO che ho descritto in precedenza e come ultima cosa modificare il supporto per il cassetto antivarroa, per chi lo usa, in modo da poterlo estrarre da questo lato.

Qualcuno di voi già usa le arnie con favo a caldo? Avete notato pregi o difetti?

Potete scrivere qui nei commenti o comunque lasciare un vostro pensiero su questo argomento. Vi ringrazio. A presto!

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vedi anche MODIFICA INGRESSO ARNIE