Prevenire la sciamatura

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Questo nella foto è uno sciame di ape mellifera, molto raro da trovare nella natura odierna…

 

Come da titolo oggi parliamo di sciamatura.

In breve la sciamatura è il modo naturale in cui le api si riproducono, la vecchia regina abbandona l’alveare con la covata assieme alle sue damigelle per fondare una nuova colonia e lascia spazio nel vecchio alveare ad una nuova regina.

A causa dell’urbanizzazione le api hanno difficoltà a trovare un posto sicuro dove fondare la nuova colonia vista la carenza di aree verdi. Per questo fornire loro una nuova casa, cioè una nuova arnia, dove continuare la loro esistenza è molto importante.

Molti mi chiedono quali tecniche utilizzi per prevenire la sciamatura, per questo per non essere ripetitivo ho deciso di scrivere questo articolo.

Ecco alcune cose fondamentali da sapere…

le api potrebbero sciamare se:

  • lo spazio all’interno dell’alveare non è sufficiente a causa di grandi importazioni di scorte -polline e miele- le api potrebbero avere poco spazio dove deporre la covata;
  • la regina ha oltre un anno di vita e il suo feromone potrebbe non essere abbastanza forte da essere sentito dalle sue figlie operaie;
  • se il tasso di acari parassiti (Varroa destructor) è molto alto, quindi le api abbandonano la covata infestata per ripulirsi e procreare altrove;
  • se la temperatura all’interno dell’alveare è troppo elevata, non riuscendo a raffreddare la cera, la covata ed il miele che a causa dell’elevata umidità potrebbe fermentare;
  • se i trattamenti evaporanti come ad esempio il timolo o il formico evaporano troppo in fretta a causa delle elevate temperature minimizzando la qualità di ossigeno nell’alveare;
  • se hanno finito le scorte e non hanno più fonti di cibo nel raggio dei 3 km cercano come ultima speranza un luogo migliore, ma purtroppo spesso non riescono a trovarlo e la famiglia finisce per morire di fame.

Per prevenire tutto questo è necessario visitare gli alveari quanto prima, cioè non appena il clima lo consente e le temperature si aggirano sui 16 gradi. Se le api sono molte e sono uscite dal blocco di covata invernale, quindi hanno iniziato la deposizione e troviamo delle celle reali possiamo effettuare una sciamatura artificiale, che consiste nello spostare la regina (in gergo apistico si ”orfanizza” la famiglia prelevando la madre, la regina) e si inserisce in un nuovo alveare  porta-sciami (quelli da 5 o 6 telai), assicurandoci di inserire anche un favo di covata fresca, uno favo di covata opercolata e un favo di scorte e completando con telai nuovi con foglio cereo. A questo punto nell’alveare orfano dove abbiamo prelevato questi favi le operaie continueranno le importazioni come se nulla fosse accaduto e assisteranno la covata rimanente e le celle reali che abbiamo lasciato. Assicuriamoci però che sia rimasta anche qui delle scorte e della covata fresca dalla quale le api possano prelevare delle larve per farne delle regine nel caso le celle reali siano state in qualche modo compromesse durante l’estrazione dei telaini. Una raccomandazione: non capovolgete mai i telai per non danneggiare le larva in fase di sviluppo all’interno delle celle reali.

E’ opportuno anche assicurarsi che ci sia presenza di fuchi maturi nelle vicinanze, osservando tra le nostre arnie o cercando nei favi fuchi prossimi a sfarfallare, questo per consentire alla regina che nascerà di accoppiarsi e iniziare la deposizione.

La migliore sciamatura in ogni caso rimane quella naturale, uno sciame naturale raccolto parte con molta più energia e ha già una regina. Sopprimere questa qualità selezionando api non in grado di sciamare secondo il mio parere è come selezionare api non autosufficienti.

Una buona alternativa alla sciamatura artificiale è quella di dare maggior spazio aggiungendo subito un melario, ma sarebbe meglio se evitassimo di inserire la griglia escludi-regina almeno fino a quando non siano in prossimità di aver riempito di miele almeno un telaino. (Leggi anche MODIFICA ESCLUDI REGINA) Possiamo anche mettere tra nido e melario un foglio di giornale, precedentemente forato su alcuni punti, in modo tale che le api possano salire a melario quando preferiscono, evitando cosi di aumentare il volume troppo in fretta poiché in questo periodo potrebbero ancora verificarsi gelate.

Se la temperatura esterna è stabile e superiore ai 25 gradi possiamo anche togliere temporaneamente il cassettino anti-varroa per consentire una maggiore areazione.

Se l’articolo vi è stato utile potete lasciare il vostro Mi piace e se avete domande non esitate a scriverle tra i commenti.

Buon inizio stagione apistica,

Emanuele

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7 pensieri su “Prevenire la sciamatura

  1. Ciao,
    grazie per l’articolo. Vorrei chiederti se dopo aver orfanizzato l’alveare è vero che devi portare la due casse a distanza almeno di 3 km l’uno dall’altro. Molti dicono sia necessartio per evitare che le api si riuniscano naturalmente, ma io sono alla ricerca di un’alternativa perchè non ho modo di separarle così tanto nel mio terreno

    grazie

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    • Ciao, no in questo caso non serve allontanarle, dividendo i telai di covata e la regina alcune api rimarranno a custodire la covate altre seguiranno la regina. proprio come succede nella sciamatura naturale.

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      • Solo in caso dovessi spostare un alveare, anche solo di qualche metro dalla posizione di origine per non perdere le api bottinatrici dovrai prima portarlo almeno a 3 km di distanza attendere 3 o 4 giorni, il tempo che le api dimentichino e poi riportarlo nel tuo apiario nella posizione che desideri. Ricorda: le api hanno memoria!

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  2. Ciao e grazie per l’articolo molto chiaro e significativo. Vorrei chiedere, è necessario prelevare la regina per metterla nel portasciami o può essere lasciata direttamente nella sua arnia “originaria”? Inoltre è molto diffusa la teoria che gli sciami naturali siano “migliori” (la condivido anch io), ma onestamente non avendo alberi o ostacoli prossimi al mio piccolo apiario faccio difficoltà ad immaginare dove raccogliere uno sciame … credo si disperda sul terreno, hai qualche consiglio?

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    • Ciao Cla Ra come gia’ detto nell’articolo per effettuare una sciamatura artificiale, si prende la regina e si inserisce in un nuovo alveare porta-sciami con 1favo di covata opercolata e 1 di covata fresca e 1 di miele.
      Per gli sciami puoi creare dei paletti a forma di T alti circa 1 metro e mezzo da piantare a pochi metri dalle tue arnie e’ l’unica cosa che mi viene in mente…. in alternativa senza dubbio piu’ attrattiva puoi piantare qualche albero di robinia pseudoacacia, mimosa o ligustro che hanno una veloce crescita e propagazione e fiori molto attrattivi per le api oppure qualche albero da frutto

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      • Ciao, quello che è scritto nell’articolo è chiaro, a livello di conoscenza del settore non sono proprio terra terra (so cos’è una cassetta portasciami :D) … se invece di portar via la regina dalla cassetta la lascio e prelevo soltanto i telai con le celle reali va bene lo stesso? La “febbre sciamatoria” dovrebbe ridurisi, ci sono altre complicazioni che mi sfuggono?

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      • Ciao Clara io preferisco spostare la regina in modo che le bottinatrici di ritorno rimangono sull’alveare con le celle reali che teoricamente è quello più in difficoltà….

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