Ritrovamento del parassita Aethina tumida in Italia

Adulto di Aethina tumida all'interno di una celletta di cera
Adulto di Aethina tumida all’interno di una celletta di cera

Come avevamo previsto, Aethina tumida, il piccolo coleottero degli alveari, si è ripresentato in Italia il 16 settembre 2015.

E’ stata confermata la presenza di adulti ed una larva in un apiario sito in località Figurelle di San Martino nel Comune di Taurianova (RC). L’apiario era costituito da 32 sciami formati ai primi di agosto e destinati all’impollinazione del lampone. Dei 32 sciami presenti e visitati, 8 sono risultati infestati. (fonti: http://www.izsvenezie.it/aethina-tumida-in-italia/)

Sappiamo bene che nulla può fermare Aethina, poiché si riproduce non solo negli alveari, ma anche nei vegetali in fase di decomposizione, come il suo parente Carpophilus lugubris , ormai diffuso in tutta Italia.

Il tentativo di radicazione è fallito, ma il descreto di far strage di alveari, accatastandoli e bruciandoli è stato prorogato fino al 30 novembre 2015. (leggi il decreto del rogo http://www.izsvenezie.it/documenti/temi/api/aethina-thumida/2014/provvedimenti/ministero-salute/2014-09-12.pdf)

Chi trova un solo coleottero di Aethina tumida nel suo apiario ha l’obbligo di autodenunciarsi all’ Unità Sanitaria Locale, in seguito tutti i propri alveari saranno accatastati e bruciati e il miele e il terreno dove erano custodite le arnie sarà sequestrato, arato e cosparso di pesticidi antilarvali.

Nessuno parla più di rimborsi, nessuno degli apicoltori del 2014 a cui erano stati bruciati i propri alveari è stato risarcito.

Ricordo che sono oltre 3500 gli alveari distrutti fino ad oggi grazie al decreto del rogo, ognuno dei quali conteneva mediamente 30mila api circa, e ammonta a 0 il totale di alveari distrutti da Aethina tumida.

Voi credete veramente che tutti abbiano ancora il coraggio di autodenunciarsi?

Io già non lo credevo un anno fa….

Possibile che nessuno ha più notato la presenza del parassita durante il corso dell’anno?

Vi ringrazio per l’aiuto e la diffusione che avete dato per i precedenti articoli

(clicca qui per leggere tutti i precedenti articoli su Aethina tumida)

A presto!

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Aiuto Apicoltori hobbysti abusivi

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Ciao a tutti,
scrivo questo articolo perché conosco molte persone che sono interessate all’apicoltura, ma che quando si parla di dichiarare le proprie arnie, si tirano indietro per non so quale paura, di essere forse multati o denunciati, non saprei!
Ci sono anche persone che invece vorrebbero registrarsi, ma non sanno come poterlo fare.
Per farvi capire come funziona vi racconto la mia esperienza.
Presi nel 2010 un corso di apicoltura su un annuncio online, a pagamento, della durata di un anno.
Mi rilasciarono così il mio bell’attestato (carta inutile) e acquistai le mie prime tre famiglie d’api nel 2011.
Questo corso mi servì molto per capire come approcciarsi con le api e per riconoscere le loro patologie, ma un attestato inutile nell’aspetto legale, perché chiunque sappia fare l’apicoltore per legge può farlo anche senza attestato. Così come un allevatore di mucche o di capre.
Mi registrai alla Azienda Unità Sanitaria Locale (da ora la chiamerò AUSL) dove pagai una tantum di 50,00 euro. Questa tassa viene pagata per la detenzione di questi animali in estinzione, non so nemmeno per cos’altro, ma si paga una volta sola per fortuna!
Sempre alla AUSL mi  diedero tre registri (in fotocopie):
-”registro alimenti somministrati alle api” per descrivere cosa si è dato per il nutrimento alle api,
– ”registro delle analisi” da compilare nel caso farete analizzare il vostro miele o se farete analisi di laboratorio,
-”registro di consistenza apiari” da tenere aggiornato con il numero delle vostre arnie.
Oltre questi mi rilasciarono un codice aziendale, il nostro codice identificativo.
Compilai un altro modulo dove dichiarai dove si trovavano gli alveari. Ad esempio se li tenete sul vostro terreno , altrimenti dovrete farlo firmare al proprietario perché deve esserne a conoscenza.
Finito. Ora siccome non ho mai dato nutrimenti esterni alle api, mi trovo solo compilare quello della consistenza apiari annualmente.
Mi reco una volta ogni anno alla AUSL per lasciare loro questo censimento e per registrare perdite o incrementi di arnie il tutto gratuitamente. Nel mio caso si va entro il 31 dicembre perché mi trovo nel Lazio, ma per alcune regioni la data è soggetta a variazioni.
Se ne avete bisogno, avrete anche un supporto veterinario, e possiamo trovarlo sul sito della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani ove sono elencati i Veterinari che si occupano a vario titolo di Api, molti dei quali a tempo pieno e ad alto livello di professionalità per vedere la pagina cliccate qui.
Io conduco un apiario di dieci arnie ora, il limite per un azienda familiare.
Perché allora l’ho fatta? Perché grazie a questa dichiarazione, potete tenere le vostre api senza ricorrere in sanzioni, e sarete tutelati se un vicino viene punto o se uno sciame va all’interno del suo terreno o dell’abitazione.
Inoltre potrete unirvi a qualsiasi associazione che vi fornirà riviste di apicoltura e assicurazione per l’apiario che vi coprirà nel caso di un furto o di un atto doloso o vandalico.
Insomma sarete tutelati e potrete frequentare anche i convegni dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della vostra zona gratuitamente ascoltando medici ed esperti del settore e conoscendo altri apicoltori e condividendo esperienze. Qui vi saranno rilasciate anche molte riviste, libri e fascicoli gratis sulle patologie delle api e non solo. Potete cercare online l’Istituto situato più vicino a casa vostra.
Non abbiate timore, nessuno vi perseguiterà, ma dobbiamo essere uniti per poter proteggere questo patrimonio apistico insieme.
Chi ha la passione per questo meraviglioso mondo delle api sa di cosa parlo.
Se avete domande o vi serve aiuto o se ho dimenticato qualcosa a voi la parola e non dimenticate di iscrivervi al blog per rimanere aggiornati!