Aethina tumida continua ad espandersi! E’ allarme tra gli apicoltori calabresi

Aethina tumida, il piccolo coleottero degli alveari
Aethina tumida, il piccolo coleottero degli alveari

Altri cinque focolai in soli due giorni, nei comuni di OPPIDO MAMERTINA, RIZZICONI e VARAPODIO in provincia di Reggio Calabria. Qui sono stati ritrovati soli esemplari adulti.

Siamo ad un totale di 9 focolai in meno di un mese, il primo ritrovamento del 2015 è stato il 16/09/2015 a FIGURELLE DI SAN MARTINO nel comune di TAURIANOVA.

Per maggiori informazioni consulta il sito http://www.izsvenezie.it/aethina-tumida-in-italia/

Sempre convinti di radicarlo bruciando arnie e api?

Qualcuno è al corrente di quanti alveari sono stati bruciati? Lo scorso anno eravamo rimasti a 3.600… Poi fortunatamente le continue piogge invernali hanno fermato la mattanza, dobbiamo rifare la danza della pioggia?

Seguiteci e commentate

Saluti,

Emanuele Longo

La risposta del TAR, per le api si riaccende la speranza!

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Sembra che il Ministero della Salute abbia agito in deroga alla legge DPR 320, quindi illegittimamente.

Clicca qui per leggere la risposta del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria 

(Per motivi di privacy alcuni nomi sono stati oscurati)

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3600 Alveari di api ridotti in cenere per un parassita, siamo proprio in Italia…

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E’ passato qualche giorno dal convegno dell’11 Dicembre 2014, questa la decisione del ministero della Salute:

”Visti i risultati positivi, si proseguirà con i roghi fino a primavera 2015”

Questo nonostante molti apicoltori calabresi abbiano già fatto un ricorso al TAR (vedi qui il ricorso)

Sono stati ridotti in cenere 60 apiari, proprietari aziende hobbistiche e professionali con un totale di circa 3600 alveari. Un danno economico che supera 1 milione e mezzo di euro, e che il prossimo anno si rifletterà sull’agricoltura e la mancata impollinazione dei frutteti, in particolare agrumeti.

I roghi che come già detto includono arnie di polistirolo e plastica ( e quindi c’è anche un inquinamento ambientale, senza contare l’uso di pesticidi antilarvali nel terreno in seguito) sono inutili poiché al momento del rogo stesso una buona parte delle api, essendo insetti volanti come questo parassita (ricordo che si chiama Aethina Tumida, o piccolo coleottero degli alveari o Small Hive Beetle) non appena il fuoco spacca le arnie, entrambi si danno alla fuga, come si vede chiaramente nella foto in alto.

Inoltre laddove si sono posizionati sciami esca, in aree in cui si sono sterminati presumibilmente tutti gli alveari, questi si sono velocemente re-infestati. Questo conferma che il coleottero prolifera altrove… quindi qual’è lo scopo di questa azione? Quali sono i risultati positivi?

aaaaComunque nel frattempo abbiamo preso contatto con alcuni apicoltori stranieri, che convivono con questo parassita da anni e ci hanno confermato che questo vive anche su frutta e verdura in decomposizione, ma soprattutto ci hanno specificato che lo hanno ritrovato su cocomeri, meloni e pomodori e nelle loro compostiere. Inoltre ci hanno spiegato il loro metodi per contrastarlo e monitorarlo, oltre i farmaci si intende, questi metodi si possono facilmente combinare tra loro. Ad esempio ridurre l’ingresso delle arnie inserendo un tubo in PVC a ”L” rivolto verso il basso, confonde il parassita; oppure trappole a imbuto riciclando bottiglie di plastica e inserendo all’interno miele fermentato poste nelle vicinanze dell’apiario, queste vengono usate anche da monitoraggio, come qui in italia viene usato il foglio polionda direttamente nelle arnie. (questi sono solo alcuni dei metodi, a fine articolo trovate tutti i link alle pagine e man mano che mi verranno indicati ne aggiungerò altri nei giorni seguenti, quindi se interessati ripassate)TWVeuKK

Però per gli stranieri il parassita AT (Aethina Tumida) non risulta essere un grosso problema, non di certo come la Varroa destructor. Questo perchè a differenza di essa il piccolo coleottero degli alveari è appunto un parassita dell’alveare e non un parassita dell’ape come la Varroa che di conseguenza trasmette anche virosi che causano notevoli danni.

Passiamo al decreto della polizia veterinaria. (che quest’anno compie 60 anni!)

Nel DPR dell 8 febbraio 1954  l’Aethina tumida viene inserita nel decreto legge con provvedimenti che la paragonano ad altre malattie. Oggi quindi invece di rivalutare la questione, progettare nuove strategie e modificare il decreto, si è scelto di seguire il decisione errata che il parassita in questione è paragonabile alla peste americana.

La peste americana, è una malattia della covata delle api causata dal bacillo Paenibacillus larvae. È una delle malattie più gravi in apicoltura tanto che l’unica pratica di cura considerata sicura è l’incenerimento delle api con tutto il materiale che conteneva la famiglia. Non costituisce alcun pericolo per la salute umana. (clicca qui per approfondire)

Quindi come capirete da voi stessi stanno paragonando un batterio sporigeno (p.a.) con un insetto parassita (At), il chè non è nemmeno lontanamente pensabile. Perchè non si ritiene il caso di contattare un laureato in entomologia?

Aggiungo che l’Articolo 155 recita testualmente:

”A complemento dei provvedimenti indicati nel precedente articolo, nei casi di peste
europea o americana può essere ordinata la distruzione delle famiglie delle arnie infette.
Le api così uccise nonché i favi ed i bugni villici che hanno contenuto covate o resti di
larve devono essere bruciati, i favi privi di covata fusi, le arnie e gli attrezzi disinfettati.
Il terreno circostante deve essere vangato o disinfettato.
Se la malattia è allo stadio iniziale possono essere consentiti opportuni trattamenti
curativi. L’apiario trattato deve essere tenuto in osservazione e sottoposto ad esami di
controllo sino a risanamento accertato.”

Dunque parla di bruciare i favi, “i bugni villici” et cetra et cetra, non le arnie che vanno disinfettate (come recita testualmente il decreto).

Se si disinfettano quelle colpite da peste americana e simili, immaginarsi quelle infestate da uova di insetti molto più facili da debellare come appunto Aethina Tumida che è un insetto come l’ape mellifera.
Se qualcuno può aiutarci a fermare questo illecito inquinamento ambientale, la strage di un insetto utile protetto in via di estinzione (cioè l’ape mellifera), e a salvare le aziende italiane è ora che queste persone si facciano avanti.
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Grazie, al prossimo articolo!
Metodi stranieri per contrastare SHB    01    02    03    04    05    06    07
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Il Ministero della Salute convoca le Associazioni di Apicoltura

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Purtroppo come potevamo immaginare al convegno svoltosi il 01 Dicembre presso il Ministero della Sanità non hanno risolto un bel nulla, si rimane con il “decreto dei roghi” almeno fino all’11 dicembre, giorno in cui si formerà un Tavolo tecnico per valutare ‘nuove strategie’. Ci servono persone disponibili con voglia di reagire e collaborare per farci sentire, non basterà un Mi piace o un Condividi dobbiamo unirci per formare un gruppo reale, vero, con nomi e cognomi altrimenti non ci ascolteranno. Chi è interessato ad aiutarci mi contatti in privato o si iscriva al nostro gruppo Facebook in modo da poter dialogare velocemente tramite chat privata. Grazie a tutti voi per il sostegno che ci avete dato fin’ora.

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