Aethina Tumida: Il primo focolaio in Sicilia

ATSic

La notizia arrivata ieri ufficialmente dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: il 7 Novembre due esemplari di Aethina Tumida trovati in un apiario situato a Melilli in provincia di Siracusa.

Ormai inutile pensare di eradicare il parassita, girano voci che giri liberamente già dalla scorsa stagione.

Se così fosse la distruzione di oltre 2100 alveari sarebbe stata inutile, ma sembra che siano ostinati ed intenzionati  a continuare con i roghi. Sono stati promessi rimborsi agli apicoltori colpiti, ma come al solito comunque non è ancora stato stabilito quando questi arriveranno. Bisogna trovare soluzioni alternative, basta roghi!

Anche se ancora non ufficiale sembra inoltre che l’UE voglia chiudere il nostro export di miele, ma per quale motivo? Il miele invasettato non è a rischio! Un nuovo enigma per contribuire al collasso del nostro Paese…

…qui il link alla mappa aggiornata

http://www.izsvenezie.it/images/stories/Pdf/apicoltura/aethina-tumida/2014-11-10/20141110-Zoom100km-ITA.pdf

Meloe: un vecchio nemico delle api ormai comune in Italia

meloe

Ieri il mio cane ha iniziato ad un tratto ad agitarsi e a sbavare come se avesse le convulsioni. Siccome non soffre di queste cose ho capito subito che si trattava di qualcosa che aveva ingerito, quindi cercai qualche traccia a terra.
Trovai nelle sue vicinanze un particolare insetto, un coleottero di cui ignoravo l’esistenza, così lo catturai e gli scattai un paio di foto per ricercarlo sul web.
Tra le immagini di insetti, scoprii che si trattava di una Meloe.
Così cercai delle informazioni per sapere se si trattasse di un animale velenoso.
Questo è in breve quanto ho scoperto e vi svelo subito che ha a che fare con le nostre care api.
Si chiama Meloe ed è un coleottero che quando viene attaccato, rilascia gocce oleose di emolinfa dalle sue articolazioni. La secrezione contiene cantaridina, una sostanza chimica velenosa che provoca vesciche cutanee ed edemi dolenti.
In maggio-giugno, la femmina scava nel terreno buchi cilindrici profondi 2–3 cm, nei quali depone oltre 4000 uova. Dopo circa un mese dalle uova escono larve. Queste si arrampicano sui fili d’erba o sui fiori in attesa di potersi attaccare al torace di insetti in cerca di polline o di nettare. (L’ape sembra essere l’insetto prediletto da questa specie)
Le larve inizialmente si nutrono delle sue uova, dopodiché passano a cibarsi di polline e miele. Per questo non viene considerato un parassita.)
Tranquilli che qui nel nostro Paese le api sanno difendersi da sole, proprio perché l’uomo non accorgendosi di questo coleottero non ha mai interferito con suoi ”aiuti farmacologici”!
Comunque stiamo attenti e se vediamo questo coleottero non toccatelo a mani nude perché è abbastanza pericoloso anche per l’uomo. Il mio cane è ancora vivo e tutto si è risolto da se dopo nemmeno 10 minuti e la Meloe si è salvata grazie alla sua particolare difesa. Vi allego un bel video della BBC girato in California trovato durante la mia ricerca.

Commentate qui e non dimenticate di iscrivervi al blog!