Predatore di… Varroe

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Da anni si cerca di debellare la Varroa attraverso acaricidi di sintesi, prodotti evaporanti, acidi di vario genere e altri prodotti anche naturali, ma tutti questi hanno un effetto collaterale comune: squilibrano la chimica dell’alveare con conseguenza di stress per le nostre api e per tutti i microorganismi invisibili che convivono assieme a loro.

Il telaio Campero a tre settori potrebbe essere la soluzione per alcuni, ma impossibile da utilizzare per chi ha molte casse.

Per ovviare a questi problemi dovremmo affidarci invece alla lotta integrata, che prevede l’uso di predatori naturali per debellare i parassiti.

Da varie ricerche sono giunto alla scoperta che esiste un acaro predatore che si nutre di altri acari e altri piccoli insetti.

Stiamo parlando di Hypoaspis miles, questo acaro viene già ampiamente utilizzato in Italia per l’Elicicoltura e l’allevamento di rettili e aracnidi sempre allo scopo di debellare i parassiti, mentre in Canada è da poco in uso nel settore apistico con risultati positivi.

In questo sito web inglese si dice che siano sufficienti due somministrazioni di 150ml di acari/vermiculite scossa direttamente sopra la testa dei telai, una in primavera e una a fine estate per abbassare il numero di varroe presenti e renderle inoffensive. Trattamento alquanto facile oltretutto e senza noiosi blocchi di covata.

Come vedrete più avanti l’acaro diventa inattivo sotto i 17 gradi, ma questo non accade mai all’interno di un alveare, grazie alla termo-regolazione delle api.

guarda il Video clicca qui

altre informazioni su Hypoaspis miles:

Durata sviluppo
Le femmine depongono le uova nel terreno che si schiuderanno dopo 2-3 giorni. Il ciclo vitale (da uovo ad adulto) ha una durata di 10-13 a seconda delle temperature del terreno. In media una femmina vive 34 giorni a 30°C e 90 giorni a 15°C.
Fecondità
A 30°C la femmina depone circa 1,3 uova al giorno mentre a 25°C riesce a depositarne circa 2,3.
Fattori limitanti
Diventa inattivo al disotto dei 17°C anche se è in grado di resistere a temperature inferiori.

fonti: https://evergreengrowerssupply.wordpress.com/2013/12/10/biocontrol-for-the-varroa-mite/

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ACIDO FORMICO: Quello che non ci dicono

formic acid

Da qualche mese è stato legalizzato qui in italia, un nuovo tipo di trattamento anti-Varroa, l’acido formico in gel.
Viene privilegiato per il suo potere di efficacia nel fatto che penetra nella covata opercolata, quindi è l’unico in grado di uccidere le Varroe al suo interno.
Ma alle api non piace, ed è dimostrato dal fatto che creano una ”barba” all’esterno dell’arnia, se non peggio potrebbero sciamare. In altri casi cercano di spezzettarlo e di asportarlo aumentandone l’efficacia in tutta l’arnia.
Ma oltre tutti i rischi per l’operatore, tra i quali cancerogeno, corrosivo, irritante e sensibilizzante, c’è il rischio che nel tempo possa avere effetti mutageni sulle api …o sulla Varroa.
Questo perché è già stato studiato che l’acido formico ha già effetti mutegeni su cellule somatiche dei mammiferi (tra i quali l’uomo) oltre che sui batteri e lieviti. (Vedi ”formic acid mutagenic” su google)
Il farmaco è legalizzato ma serve la ricetta veterinaria, questo può significare che è una sperimentazione di massa e ancora non commercializzato definitivamente.
Stiamo attenti a ciò che usiamo e informiamoci prima su cosa stiamo usando nell’apicoltura come nella nostra vita personale.

QUI Trovate la scheda di sicurezza dell’acido formico http://www.sciencelab.com/msds.php?msdsId=9924100

è in inglese perché in quella italiana che trovate qui non è stata fatta alcuna prova di mutagenicità

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