Meloe: un vecchio nemico delle api ormai comune in Italia

meloe

Ieri il mio cane ha iniziato ad un tratto ad agitarsi e a sbavare come se avesse le convulsioni. Siccome non soffre di queste cose ho capito subito che si trattava di qualcosa che aveva ingerito, quindi cercai qualche traccia a terra.
Trovai nelle sue vicinanze un particolare insetto, un coleottero di cui ignoravo l’esistenza, così lo catturai e gli scattai un paio di foto per ricercarlo sul web.
Tra le immagini di insetti, scoprii che si trattava di una Meloe.
Così cercai delle informazioni per sapere se si trattasse di un animale velenoso.
Questo è in breve quanto ho scoperto e vi svelo subito che ha a che fare con le nostre care api.
Si chiama Meloe ed è un coleottero che quando viene attaccato, rilascia gocce oleose di emolinfa dalle sue articolazioni. La secrezione contiene cantaridina, una sostanza chimica velenosa che provoca vesciche cutanee ed edemi dolenti.
In maggio-giugno, la femmina scava nel terreno buchi cilindrici profondi 2–3 cm, nei quali depone oltre 4000 uova. Dopo circa un mese dalle uova escono larve. Queste si arrampicano sui fili d’erba o sui fiori in attesa di potersi attaccare al torace di insetti in cerca di polline o di nettare. (L’ape sembra essere l’insetto prediletto da questa specie)
Le larve inizialmente si nutrono delle sue uova, dopodiché passano a cibarsi di polline e miele. Per questo non viene considerato un parassita.)
Tranquilli che qui nel nostro Paese le api sanno difendersi da sole, proprio perché l’uomo non accorgendosi di questo coleottero non ha mai interferito con suoi ”aiuti farmacologici”!
Comunque stiamo attenti e se vediamo questo coleottero non toccatelo a mani nude perché è abbastanza pericoloso anche per l’uomo. Il mio cane è ancora vivo e tutto si è risolto da se dopo nemmeno 10 minuti e la Meloe si è salvata grazie alla sua particolare difesa. Vi allego un bel video della BBC girato in California trovato durante la mia ricerca.

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Marcatura regina: accettazione e aggomitolamento

Ciao a tutti,

oggi mi sono ricordato una cosa molto importante per chi è alle prime armi con la marcatura delle api regine.

Quando decisi di fare io la prima marcatura, per star sicuro, acquistai da un noto negozio online di attrezzatura apistica, il colore apposito chiamato ”marca regina”, convinto di prendere un buon prodotto.

Purtroppo non fu così, perché non appena marcai la regina e la posai sul favo venne subito soffocata e uccisa dalle sue stesse operaie.Questo comportamento è chiamato ‘aggomitolamento’ ed è un metodo di difesa che le api solitamente usano contro i grossi predatori per gli intrusi dell’alveare, come per esempio la Vespa Crabro (chiamato comunemente calabrone) o la falena Acherontia Atropos (chiamata comunemente sfinge testa di morto) e consiste nel ‘cuocere’ il nemico.

Grazie a dei muscoli pettorali che vibrano infatti, le api riescono a sprigionare calore, ciò gli permette inoltre di sopravvivere a temperature rigide anche sotto lo zero.

Cercai e chiesi su internet e molti mi risposero che fu colpa del colore acrilico e del suo odore di acetone mentre altri dissero invece che il metodo di marcatura era errato e che la regina deve essere marcata inseguendola con il pennino mentre corre sul favo, assolutamente non fatelo. Provai anche in quel modo, mi aggomitolarono un altra regina e la uccisero. In un altra arnia che sembrava avesse funzionato  la regina sparì dopo qualche giorno.

Da quel giorno decisi di non marcarle più per paura. Ma anche questo non è la soluzione, la marcatura
è molto importante, contraddistingue l’anno di nascita della ape regina e ci aiuta se volessimo
sostituirla sapendo se le api l’avessero già fatto nel frattempo.

Successivamente ripresi fiducia e seguii un altro consiglio di un collega che mi disse di segnarlo con pennarello Uni-posca, gli diedi fiducia e con un po di ansia ci provai di nuovo e finalmente ci riuscii senza combinare guai.

Lo ringrazio ancora oggi per aver condiviso la sua esperienza. Sappiate che se anche di una marca diversa da Uni-posca, non fa differenza, ho provato ad esempio un marcatore giapponese e non danno problemi. Basta sentirne l’odore con il nostro naso. Se non siete sicuri dell’acquisto fatto potete provare a marcare un fuco o un operaia prima di andare diretti sulla regina. Le api sentono i nostri stessi odori e in pratica ad alcune famiglie non piace l’odore dell’acetone, quello che era contenuto in quel famoso prodotto acquistato specificatamente, probabilmente copre il suo feromone reale, quindi lo presi e lo buttai via.

In questi colori ”letali” l’aspetto della boccetta è proprio a forma di smalto per unghie, solo che la stecchetta contenuta nel tappo non ha le setole, come se fosse stata tagliata.
Quindi mi raccomando, non fidatevi ad acquistare questo prodotto che vi ho descritto, sono soldi sprecati, bisognerebbe bandirlo dal commercio, in alcuni nuclei potrebbe anche non causare problemi, ma non conviene rischiare, almeno non ve lo consiglio. Io sono stato fortunato perché essendo in un periodo estivo le api hanno tirato su altre regine, ma potreste non avere la mia stessa fortuna.

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Trailer “Un mondo in pericolo” (More than honey)

Per chi non lo conosce e non lo ha ancora visto è il Trailer italiano del bellissimo film-documentario “Un mondo in pericolo” (More than honey) del regista svizzero Markus Imhoof, distribuito in Italia da Officine UBU nel 2013. Grazie a delle riprese spettacolari viene descritta in modo emozionante la vita dell’alveare. Questo film spiega le differenze tra apicoltura intensiva e apicoltura sostenibile. Assolutamente da vedere!